Per questo infatti ci affatichiamo e siamo vituperati, poiché abbiamo sperato nel Dio vivente, il quale è il Salvatore di tutti gli uomini e principalmente dei credenti. (1 Timoteo 4:10)
Il sole era già basso all’orizzonte quando il medico posteggiò l’auto nel cortile della fattoria. Era preoccupato, perché sapeva che la sua paziente sarebbe morta entro breve tempo, nonostante parecchie operazioni.
Quel medico era credente, e pensava al Signore Gesù che avrebbe preso per mano quella donna e le avrebbe detto: “Alzati!”.
Infatti, appena entrato, fu colpito dallo sguardo sereno della malata. Parlarono un poco mentre la visitava e fu lei che lo rassicurò dolcemente: “Dottore, sarò presto con il Medico divino”. Il medico capì che la sua paziente parlava del Signore Gesù. Ella aggiunse: “Egli è uscito vivente dalla morte; per questo spero in lui”.
L’Eterno è la mia forza e il mio scudo; il mio cuore ha confidato in lui e sono stato soccorso; perciò il mio cuore esulta, e lo celebrerò col mio canto. (Salmo 28:7)
Si rallegrarono insieme della speranza che Gesù Cristo mette nel cuore di quelli che hanno fiducia in lui: il perdono dei peccati, la pace della coscienza e del cuore, ma anche la sua presenza personale accanto a loro e il suo prossimo ritorno.
Il Signore ha potuto vincere la morte e mostrarsi vivente a numerosi testimoni dopo la sua risurrezione; non è forse l’Onnipotente?
Quando il medico si rimise in cammino, gli vennero in mente parole della Bibbia:
Ecco, io sto alla porta e busso; se qualcuno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui, e cenerò con lui ed egli con me. (Apocalisse 3:20)
Si, quella donna un giorno aveva aperto il suo cuore a Gesù; ed Egli le era stato vicino fino alla fine, accanto al suo letto. Ora ella è con lui, nella pace e nel riposo.


