L’amore di un padre

Ma il padre disse ai suoi servi: “Portate qui la veste più bella e rivestitelo, mettetegli un anello al dito e dei sandali ai piedi. Portate fuori il vitello ingrassato e ammazzatelo; mangiamo e rallegriamoci, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E si misero a fare grande festa. (Luca 15:22-24)

La parabola del Figliol Prodigo, è la figura o paragone di un giovane che, giunto alla maggiore età, pensa che il mondo può dargli grandi cose; così, decide di lasciare la casa paterna. Reclama la parte di eredità che gli spetta… La ottiene e, poi, la dissipa in breve tempo con cose peccaminose e deplorevoli.

Ritrovandosi, in “mezzo alla strada”, affamato, sporco e in condizioni opprimenti… egli rientra in se e decide di ritornare a casa. Il padre che lo aspetta lo vede in lontanza, gli corre incontro, lo abbraccia, lo riveste e fa gran festa per questo figlio perduto e ritrovato.

Questa parabola del Vangelo di Luca, non è una storiella da raccontare ai bambini; Gesù l’ha proposta ai suoi ascoltatori. Ognuno di noi dovrebbe identificarsi in questo giovane che si è allontanato dal Padre, separato dalla casa paterna, e bisognosi di abiti nuovi!

Oggi la voce del Padre Celeste risuona ancora una volta e ti rivolge l’invito, non resistere all’appaello di Dio, che vuole liberarti dai tuoi peccati e ti vuole rivestire della Sua “giustizia” desiderando di fare una gran festa con te per il tuo ritorno.

Or tutti i pubblicani e i peccatori, si accostavano a lui per udirlo. E i farisei e gli scribi mormoravano, dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Allora egli disse loro questa parabola: «Qual uomo fra voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e non va dietro alla perduta finché non la ritrova? E quando la ritrova, se la mette sulle spalle tutto contento; e, giunto a casa, convoca gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la mia pecora che era perduta”. Io vi dico che allo stesso modo vi sarà in cielo più gioia per un solo peccatore che si ravvede, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di ravvedimento. (Luca 15:1-7)

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