Essi, abbandonata la retta via, si sono sviati seguendo la via di Balaam, figlio di Beor, che amò il salario d’iniquità, ma fu ripreso per la sua prevaricazione: un’asina muta, parlando con voce umana, represse la follia del profeta. (2 Pietro 2:15-16)
La poca sapienza dell’asino è proverbiale e molti sono i detti applicati a questo docile animale. Nella Bibbia si può leggere la storia del profeta Balaam, e della sua asina parlante: una piccola sapienza rivalutata da Dio per riprendere un uomo che si credeva tanto, tanto sapiente.
Balaam, un profeta, falso e indovino: che si alternava, in quel che proferiva, a secondo di come si vedeva costretto, o allettato dalle circostanze. Dominante in lui era l’interesse, la vanità e l’orgoglio.
Un giorno mentre viaggiava sulla sua asina, mezzo di trasporto dell’epoca, dirigendosi verso un luogo, contrariamente a quella che era la volontà di Dio… imperterrito andava…
Ma un angelo si fece avanti per fermarlo; Balaam; nella sua completa cecità non lo vide, ma l’asina sì.
L’asina vide l’Angelo dell’Eterno che stava sulla strada con la sua spada sguainata in mano, uscì dalla strada ed entrò nei campi. Balaam allora percosse l’asina per farla ritornare sulla strada. Ma l’Angelo dell’Eterno si fermò in uno stretto sentiero tra le vigne, che aveva un muro da una parte e un muro dall’altra. Quando l’asina vide l’Angelo dell’Eterno, si strinse contro il muro e schiacciò il piede di Balaam contro il muro; così Balaam la percosse di nuovo. Allora l’Angelo dell’Eterno andò oltre e si fermò in un luogo stretto dove non c’era modo di muoversi né a destra né a sinistra. L’asina vide l’Angelo dell’Eterno e si accovacciò sotto Balaam; l’ira di Balaam si accese ed egli percosse l’asina col suo bastone. (Numeri 22:23-27)
Balaam testardo voleva continuare per la sua strada….
Allora l’Eterno aperse la bocca dell’asina che disse a Balaam: «Che ti ho fatto per percuotermi in questo modo ben tre volte?». E Balaam rispose all’asina: «Perché ti sei burlata di me; se avessi una spada in mano, ora ti ammazzerei». L’asina disse a Balaam: «Non sono forse la tua asina sulla quale hai sempre cavalcato fino a quest’oggi? Sono forse abituata a comportarmi così con te?». Ed egli rispose: «No».
Allora l’Eterno aperse gli occhi a Balaam, ed egli vide l’Angelo dell’Eterno che stava sulla strada con la sua spada sguainata in mano. E Balaam si inchinò e si prostrò con la faccia a terra. L’Angelo dell’Eterno gli disse: «Perché hai percosso la tua asina ben tre volte? Ecco, io sono uscito come tuo nemico perché la via che batti è contraria al mio volere; l’asina mi ha visto e mi ha schivato ben tre volte; se non mi avesse schivato, io ti avrei certamente ucciso lasciando in vita lei». Allora Balaam disse all’Angelo dell’Eterno: «Io ho peccato, perché non sapevo che tu stavi sulla strada contro di me; ora perciò, se ciò che sto facendo ti dispiace, tornerò indietro». Ma l’Angelo dell’Eterno disse a Balaam: «Va’ pure con quegli uomini; ma dirai soltanto quello che io ti dirò». Così Balaam andò con i principi di Balak. (Numeri 22:28-35)
“Và pure con quegli uomini; ma dirai soltanto quello che io ti dirò! Così costretto, da Dio, ubbidì. E Balaam se n’andò coi principi di Balak. Balaam, nel pronunciare, l’oracolo di Dio in favore del popolo d’Israele, mandò su tutte le furie, Balak, re di Moab.
Allora Balak disse a Balaam: «Che mi hai fatto? Ti ho preso per maledire i miei nemici, invece tu li hai grandemente benedetti». (Numeri 23:11)
Nessuno può maledire quando Dio benedice.
Essi malediranno, ma tu benedirai; quando si innalzeranno, resteranno confusi, ma il tuo servo si rallegrerà. (Salmo 109:28)
Balaam, il falso profeta, non cambiò mai, anzi suggestionò quelli della sua generazione a commettere il male e l’infedeltà.
Furono esse, dietro suggerimento di Balaam, a far peccare i figli d’Israele contro l’Eterno, nel fatto di Peor, per cui scoppiò la calamità nell’assemblea dell’Eterno. (Numeri 31:16)
Su questo soggetto della comprensione delle cose di Dio, Gesù ebbe a dire:
Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai savi e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli fanciulli. (Matteo 11:25)
L’uomo con la sua intelligenza, sapienza e cultura vorrebbe scoprire Dio, analizzarLo, magari anche gestire, parlare e agire sostituendosi a Lui. L’uomo dimentica, così presto, di essere una creatura, dell’argilla che Dio ha plasmato con le sue mani.
Allora l’Eterno Dio formò l’uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito di vita, e l’uomo divenne un essere vivente. (Genesi 2:7)




