Poiché egli ci ha riscossi dalla potestà delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio, in cui abbiamo la redenzione per mezzo del suo sangue e il perdono dei peccati. (Colossesi 1:13-14)
Bouba era nato in un villaggio Africano. Formato per lunghi anni alla scuola della sua credenza idolatra, era diventato capo del suo villaggio, ma era conosciuto dappertutto per il suo carattere violento e l’odio verso i cristiani. Come molti concittadini, egli viveva nella paura degli spiriti maligni, convinto che ogni disgrazia e malattia fosse la conseguenza di un sortilegio.
Allora ci volevano molti sforzi e molto denaro per placare gli spiriti, bisognava consultare gli stregoni e ubbidire loro. Una vera schiavitù!
Ma un giorno la sua vita fu sconvolta. All’improvviso, attorno a lui tutto si oscurò. Bouba diventò cieco! Disperato, egli consultò tutti gli stregoni che conosceva, ma né la tradizione, né la religione potevano aiutarlo. Non c’era il minimo segno di guarigione o di miglioramento! Più egli supplicava e si dibatteva nelle tenebre, più la sua situazione morale diventava triste; notte in tutti i sensi!
Dopo molti mesi, egli decise di mettere fine ai suoi giorni impiccandosi ad un albero del villaggio. Ma quando si pesa almeno cento chili, bisogna saper scegliere il ramo giusto. Bouba non ne tenne conto e il ramo si spezzò.
Stordito e scosso, egli cominciò a porsi delle domande fondamentali: Dio esiste? Chi è? Potrebbe guarirmi?
Poiché dunque i figli hanno in comune la carne e il sangue, similmente anch’egli ebbe in comune le stesse cose, per distruggere, mediante la sua morte, colui che ha l’impero della morte, cioè il diavolo, e liberare tutti quelli che per timore della morte erano tenuti in schiavitù per tutta la loro vita. (Ebrei 2:14-15)
Gli fu letta la Bibbia, ed egli trovò Gesù Cristo il Salvatore, colui che libera dalla paura del diavolo e della morte, il Dio Onnipotente. Da quel momento Bouba si affidò completamente a lui. Anche se è sempre cieco, che trasformazione!
Diventato cristiano, Bouba si pone un’importante domanda: Dio può affidarmi un servizio anche se sono cieco?
Egli sa che, se è cieco, quella è la volontà di Dio per lui. Così è un uomo gioioso, attivo per il suo Maestro. Buona parte degli abitanti del villaggio sono diventati cristiani grazie alla sua testimonianza. I campi sono coltivati, le case e le strade ben tenute. I loro idoli sono stati distrutti.
Un giorno nel villaggio si sentono delle grida di piano. Una donna era appena morta di parto e si stava per seppellirla. Il bambino appena nato doveva anch’egli essere sepolto vivo con la madre, secondo la tradizione del luogo. Indignato da quest’idea, Bouba decide di prendere con sé il neonato, di nutrirlo e di occuparsene.
Fu l’inizio di un orfanotrofio. Oggi, in quella struttura, i bambini sono felici, ben nutriti, e soprattutto imparano a conoscere il vero Dio e suo Figlio Gesù Cristo.
L’atmosfera del villaggio è tranquilla, anche grazie a quest’uomo che conosce la vera pace. Egli vorrebbe che tutti fossero come lui, liberati da tutte le loro paure, e che ciascuno avesse un avvenire sicuro con Gesù, contando sulle sue promesse.



