L’ordinamento dell’universo

I cieli raccontano la gloria di Dio e il firmamento dichiara l’opera delle sue mani. (Salmi 19:1)

Il fisico John Polkinghome ha scritto: “Siamo talmente abituati a capire il mondo che siamo arrivati al punto di considerare come cosa naturale il fatto che sia comprensibile. Questo rende possibile la scienza.

Sarebbe potuto essere diversamente. L’universo avrebbe potuto presentarsi sotto la forma di un caos indescrivibile piuttosto che come un cosmo ordinato. Oppure avrebbe potuto rispondere a una logica che ci è inaccessibile”.

Il pensiero umano è riuscito a scoprire numerose leggi dell’universo sia nel campo fisico che in quello biologico. Non solo il mondo che ci circonda è organizzato, ma, ancora più, è comprensibile per le nostre menti limitate.

Comprensibile solo in parte, ma sufficientemente perché l’uomo si ponga questa domanda: Da dove viene l’organizzazione del creato? E perché possiamo impegnarci a capirlo?

Infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, essendo evidenti per mezzo delle sue opere fin dalla creazione del mondo, si vedono chiaramente, affinché siano inescusabili. (Romani 1:20)

La risposta è univoca. E’ perché un solo e medesimo Dio ha creato l’universo e ci ha dato le facoltà per comprenderlo. Ma questa risposta ne suggerisce un’altra. Quel Dio che ci ha dato l’intelligenza per analizzare come funzionano le cose e percepire che sono state create, ha dovuto anche permetterci di afferrare il perché delle cose.

Infatti possiamo conoscere il funzionamento del nostro corpo, però, se non riusciamo a discernere il senso della nostra vita, ci fermiamo di fronte a degli angosciosi interrogativi.

Ma Dio non ha voluto lasciarci in questo stato d’ignoranza. Egli si è rivelato attraverso la sua Parola: la Bibbia.

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