L’uomo di dolore

Disprezzato e rigettato dagli uomini, uomo dei dolori, conoscitore della sofferenza, simile a uno davanti al quale ci si nasconde la faccia, era disprezzato, e noi non ne facemmo stima alcuna. (Isaia 53:3)

Insultato, trascinato davanti ai giudici iniqui, consegnato ai soldati, percosso, coronato di spine, Gesù non ha aperto bocca. Inchiodato su una croce fra due malfattori, le mani e i piedi forati, esposto agli scherni, alle sfide, sotto lo sguardo di una folla insensibile, egli non ha detto nulla.

Alla provocazione:

«Tu che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi giù dalla croce!» (Matteo 27:40)

Egli ha risposto con parole piene di amore e di perdono:

«Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno». (Luca 23:34)

Tanta violenza, tanta crudeltà non hanno fermato il suo amore.

Ma chi era veramente colui che Pilato ha designato con questo parole:

«Ecco l’uomo!» (Giovanni 19:5)

Era l’inviato di Dio, il Messia, la cui vita pura era stata interamente consacrata a suo Padre. Egli ha dato se stesso di sua spontanea volontà.

Quante tappe dolorose prima della croce: l’opposizione degli uomini, l’incomprensione dei suoi discepoli, un giudizio ingiusto, falsato, gli insulti, le sofferenze fisiche! E sopratutto, l’abbandono di Dio e la morte, il peso dei nostri innumerevoli peccati.

Nulla di simile vi avvenga, o voi che passate vicino. Mirate e guardate, se c’è dolore simile al mio dolore, quello che mi tormenta e che l’Eterno mi ha inflitto nel giorno della sua ira ardente. (Lamentazioni 1:12)

Davanti all’amore di Gesù, fermiamoci, inginocchiamoci e diciamogli grazie.

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