Poiché anche il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti». (Matteo 20:28)
La leggenda racconta che nella città reale di Spagna, nel 1369, nell’accampamento del capitano francese Beltràn, si presentarono Pietro detto il giustiziere e il suo fratellastro Enrico conosciuto come il bastardo.
L’incontro tra i due pretendenti al trono della Castiglia culminò in un corpo a corpo. durante la lite, Pietro sembrava avere la meglio su Enrico; fu allora che intervenne Beltràn che tenne fermo Pietro affinché il suo rivale potesse pugnalarlo, pronunciando le famose parole: “Non depongo né stabilisco un re, ma aiuto solo il mio signore”. Enrico sgozzò il suo fratellastro e così diventò re con nome di Enrico II.
Qualcosa di simile può dirsi riguardo al re Erode, 2000 anni fa, quando seppe che dei re dell’oriente erano arrivati a Betlemme per rendere omaggio al re dei Giudei che era nato. Fece ammazzare tutti i bambini di età inferiore a due anni per assicurarsi di eliminare l’aspirante al trono. Ma un angelo del Signore apparso in sogno a Giuseppe, gli disse di fuggire in Egitto.
I saggi dell’Oriente “non deposero né stabilirono un re”, ma aiutarono il loro Signore. Loro contemplarono quello che non arrivavano a comprendere né Erode alla nascita, né Pilato alla morte di Gesù. Il regno di quel Re non era di questo mondo per imporre la Sua volontà e regnare su un trono, bensì per servire e dare la Sua vita per regnare nel cuore di chiunque Lo incoronasse volontariamente re della propria vita.
E’ Gesù sul trono del tuo cuore, il Re?



