Quando si parla di morte c’é sempre un sussulto e un’impressione ineguale, perché? Perché per l’istinto di conservazione vogliamo vivere: la vita è bella…, ma purtroppo, oltre la vita c’é anche questo passo d’affrontare e tutti ne sono convinti.
Se il decesso, indiscutibile, c’é…, non vi sarà accorgimento che lo eviterà, dal punto di vista fisico.
Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chiunque crede in me, anche se dovesse morire, vivrà. (Giovanni 11:25)
Gesù è stato molto chiaro e indicativo: “Io sono la resurrezione e la vita”. Se la parola morte o la vista d’essa ci porta dolore… la fede in Cristo acquieta il dolore della morte, e garantisce la vittoria su di essa.
La morte per chi crede in Gesù è solo un assopirsi momentaneo; passaggio obbligatorio per un risveglio migliore.
Così parlò Gesù in occasione della morte di Lazzaro.
Dopo aver detto queste cose, soggiunse: «Il nostro amico Lazzaro si è addormentato, ma io vado a svegliarlo». (Giovanni 11:11)
Il nostro divino Redentore ha potezialmente distrutto la morte e liberato coloro, che, per il timore della morte erano per tutta la vita sottoposti a schiavitù.
Poiché dunque i figli hanno in comune la carne e il sangue, similmente anch’egli ebbe in comune le stesse cose, per distruggere, mediante la sua morte, colui che ha l’impero della morte, cioè il diavolo, e liberare tutti quelli che per timore della morte erano tenuti in schiavitù per tutta la loro vita. (Ebrei 2:14-15)
In verità, in verità vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna, e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. (Giovanni 5:24)
Per l’apostolo Paolo il morire era un guadagno.
Infatti per me il vivere è Cristo e il morire guadagno. (Filippesi 1:21)




