Non farti alcun male

E’ notte fonda. Le porte della prigione in cui sono rinchiusi gli evangelisti Paolo e Sila sono solidamente chiuse col chiavistello. I piedi dei prigionieri sono incatenati. Ogni evasione pare impossibile, eppure tutt’a un tratto, ha luogo un grande terremoto, che scuote energicamente la prigione dalle fondamente.

Nello stesso istante, tutte le porte si aprono e i prigionieri sono liberati dalle loro catene. Il carceriere si sveglia stravolto: la fuga dei prigionieri, l’inchiesta, la sua colpevolezza, la sua carriera spezzata, il suo onore perduto! Egli estrae la sua spada e sta per uccidersi.

Il carceriere, destatosi e viste le porte della prigione spalancate, trasse fuori la spada e stava per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. (Atti 16:27)

Quasi venti secoli sono trascorsi da quel giorno. E ancora oggi degli uomini e delle donne disperati vedono solo una soluzione alla loro situazione: togliersi la vita.

La preoccupazione nel cuore dell’uomo l’abbatte, ma una buona parola lo rallegra. Il giusto sceglie attentamente il suo compagno, ma la via degli empi li fa smarrire. (Proverbi 12:25-26)

Per dissuaderli dal compiere l’irreparabile, non possiamo fare altro che invitarli ad ascoltare ciò che l’apostolo Paolo grida al carceriere.

Ma Paolo gridò ad alta voce: «Non farti alcun male, perché noi siamo tutti qui». (Atti 16:28)

Certamente, non sarà la spada a liberare quell’uomo, è solamente Dio che può dargli la forza di vivere.

E, chiesto un lume, egli corse dentro, e tutto tremante si gettò ai piedi di Paolo e Sila; poi li condusse fuori e disse: «Signori, cosa devo fare per essere salvato?».  Ed essi dissero: «Credi nel Signore Gesù Cristo, e sarai salvato tu e la casa tua». (Atti 16:29-31)

In quel istante stesso, egli riceve la vera liberazione. E’ salvato dalla morte eterna e per lui non si tratta più di porre fine ai suoi giorni. Ha la pace con Dio e se ne rallegra con tutta la famiglia. Cura premurosamente le piaghe dei suoi prigionieri. E’ l’inizio di una vita completamente nuova nella fede nel Figlio di Dio.

Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo. (Matteo 11:28)

 

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