Tre dei trenta capi scesero al tempo della mietitura e vennero da Davide nella caverna di Adullam, mentre una schiera di Filistei era accampata nella valle dei giganti. Davide era allora nella fortezza e c’era una guarnigione di Filistei a Betlemme.
Davide ebbe un grande desiderio e disse: «Oh, se qualcuno mi desse da bere l’acqua del pozzo di Betlemme, che è vicino alla porta». I tre prodi si aprirono un varco attraverso il campo filisteo e attinsero l’acqua dal pozzo di Betlemme, vicino alla porta; quindi la presero e la portarono a Davide.
Egli però non ne volle bere, ma la sparse davanti all’Eterno, dicendo: «Lungi da me, o Eterno, il fare questo! Non è forse il sangue degli uomini che sono andati a rischio della loro vita?». E non la volle bere. Questo fecero quei tre prodi. (2 Samuele 23:13-17)
Davide si era trincerato in un campo fortificato non lontano da Betlemme, il suo villaggio natale. Ma una truppa di soldati nemici si era accampata fra il loro campo e il villaggio. Davide, colto da un forte desiderio, esclama:
“Se qualcuno mi desse da bere del pozzo che è vicino alla porta di Betlemme!”.
Tre suoi compagni si fanno avanti, si aprono un passaggio attraverso i ranghi nemici e vanno a cercargli dell’acqua. Davide è confuso e non vuole bere quell’acqua: la offre all’Eterno, il suo Dio.
Che darò all’Eterno in cambio di tutti i benefici che mi ha fatto? Io alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome dell’Eterno. (Salmo 116:12-13)
Quell’atto disinteressato da parte dei suoi compagni non dimostra forse che essi amavano profondamente Davide?
Qui Davide è una figura del nostro capo, il Signore Gesù. Egli è perfettamente saggio e non ci chiede nulla di fuori luogo; ma noi siamo pronti a fare qualcosa che non ci abbia esplicitamente richiesto, solo per amore per lui?
Questo mondo era come un deserto per Gesù. Il suo amore era poco corrisposto, il suo insegnamento riceveva un’accoglienza sporadica. Ma la sua gioia era completa perché viveva nell’intimità col Padre che gli dava degli incoraggiamenti nel cammino.
Qualcuno infatti aveva lasciato tutto per seguirlo, un altro era riuscito a vedere in lui il Salvatore del mondo; a Betania era ricevuto in una casa amica dove qualcuno amava sedersi ai suoi piedi per ascoltarlo.
Ancora oggi il mondo non presta molta attenzione al Signore Gesù Cristo. Ma da parte nostra, noi che crediamo in lui, c’è questo impegno personale, discreto, di offrire a Colui che amiamo ciò che è per la sua gioia, qualche gesto di dedizione e una buona disposizione di cuore per lui?
Perciò anche noi, dal giorno in cui abbiamo sentito questo, non cessiamo di pregare per voi e di chiedere che siate ripieni della conoscenza della sua volontà, in ogni sapienza ed intelligenza spirituale, perché camminiate in modo degno del Signore, per piacergli in ogni cosa, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio, fortificati con ogni forza, secondo la sua gloriosa potenza, per ogni perseveranza e pazienza, con gioia, rendendo grazie a Dio e Padre, che ci ha fatti degni di partecipare alla sorte dei santi nella luce. (Colossesi 1:9-12)



