Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato. Sulle sue spalle riposerà l’impero, e sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace. (Isaia 9:5)
Durante una conversazione sui suoi problemi familiari, una vicina di casa pronunciò il nome di Dio. Ella sembrava aperta, interessata, ma tuttavia rispose: “Perché dargli un nome?”
Avrebbe desiderato parlare di Dio senza dargli un nome, parlare di lui come di un influsso, di una potenza che penetra ogni cosa, ma che non è da nessuna parte.
Infatti, senza rendersene contro, ella non accettava il fatto che Dio è una “persona”, non umana, ovviamente.
Una tale convinzione non corrisponde per nulla a ciò che dice la Bibbia. Essa ci rivela il Dio vivente, colui che pensa e agisce, che crea, che giudica e che giustifica.
Quando gli uomini hanno cominciato a cercare Dio perché hanno capito la loro condizione di esseri mortali, hanno invocato il nome di Dio.
Anche a Seth nacque un figlio, e lo chiamò Enosh. Allora si cominciò a invocare il nome dell’Eterno. (Genesi 4:26)
Poi man mano che i credenti facevano l’esperienza di tutto l’aiuto che viene da Dio, hanno anche imparato a conoscere i diversi nomi dell’unico Dio.
L’Angelo dell’Eterno gli rispose: «Perché mai chiedi il mio nome? Esso è meraviglioso». (Giudici 13:18)
- Il Dio che fa miracoli è l’Onnipotente.
- Colui che non invecchia, e la cui bontà non finisce mai, è l’Eterno.
- Colui che domina sull’intero universo, e per tutti i secoli, è l’Altissimo.
- Infine colui che Gesù Cristo ci ha insegnato a conoscere, che ci ama, ci perdona e ci adotta come suoi figli, è il Padre.
E’ il Dio di amore e di luce, colui che ora amiamo, e al quale ogni credente può dire:
O DIO, tu sei il mio DIO, io ti cerco al mattino; l’anima mia è assetata di te; a te anela la mia carne in terra arida e riarsa, senz’acqua. (Salmo 63:1)



