Pericolose euforie

E la gente di Ai ne uccise circa trentasei, li inseguì dalla porta fino a Sebarim, li mise in rotta nella discesa; e il cuore del popolo venne meno e si sciolse come acqua. (Giosuè 7:5)

Dopo la presa di Gerico, un sentimento di compiacimento si impossessò di Israele. La piccola cittadina di Ai non poteva costituire un problema: se la possente Gerico era caduta, Ai sarebbe stata conquistata in un batter d’occhio.

Nessuno, nel campo d’Israele, pensò di chiedere aiuto al Signore; ormai tutti confidavano sulle proprie forze. Nell’eccitazione della battaglia di Gerico, Acan aveva disatteso gli ordini divini: la concupiscenza lo indusse alla trasgressione e ora quel peccato occulto portava i suoi frutti evidenti.

La sconfitta e la morte fecero precipitare Israele nello sconforto. Quale dura lezione per loro e per noi! Le vittorie divine non si possono festeggiare con la dissolutezza, in alcuna forma.

Il più piccolo ostacolo sul nostro cammino di fede può provocare la più clamorosa delle sconfitte, quando le affrontiamo esultando le nostre forze umane.

Il popolo di Dio non deve lasciare spegnere il proprio entusiasmo, anzi è chiamato ad esultare. Impariamo tuttavia, a rallegrarci nel Signore. Continuiamo a ricevere dalle Sue mani, a conquistare ogni traguardo con Lui, vigilando che tutto quello che conseguiamo o celebriamo risulti alla Sua sola gloria!

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