Quando, Dio, quando?

Quelli che confidano nell’Eterno sono come il monte Sion, che non può essere smosso, ma rimane in eterno. (Salmi 125:1)

Daniele aveva un problema, s’inginocchiò e pregò; la sua preghiera fu subito ascoltata, ma ci vollero ventuno giorni prima che Daniele ne vedesse l’adempimento.

Egli allora mi disse: «Non temere, Daniele, perché dal primo giorno che ti mettesti in cuore di intendere e di umiliarti davanti al tuo DIO, le tue parole sono state ascoltate e io sono venuto in risposta alle tue parole. Ma il principe del regno di Persia mi ha resistito ventun giorni; però ecco, Mikael, uno dei primi principi, mi è venuto in aiuto, perché ero rimasto là con il re di Persia. E ora sono venuto per farti intendere ciò che avverrà al tuo popolo negli ultimi giorni; perché la visione riguarda un tempo futuro». (Daniele 10:12-14)

Quante volte ci ritroviamo nella stessa situazione e gridiamo: “Quando, Dio, quando?”. Dimentichiamo che ci sono alcuni elementi che impediscono il compimento delle nostre richieste: il dubbio, l’inclinazione a voler avere il controllo e l’impazienza.

Dubitiamo che Dio possa veramente agire in nostro favore, forse perché non lo meritiamo o forse perché non Lo riteniamo capace. Siamo inclini, in quanto essere umani, a voler avere il controllo di ciò che si muove intorno a noi e quindi prestiamo la nostra attenzione alle situazioni, lasciandoci prendere dallo scoraggiamento. In ultimo, abbiamo sempre troppa fretta per poter attendere i tempi del Signore.

Dio vuole farci del bene e la Sua Parola c’insegna che tutto coopera al bene di quelli che Lo amano, ma a noi risulta difficile fidarci di Lui anche se andiamo a lavoro essendo certi che alla fine del mese riceviamo lo stipendio, e guidiamo nella sicurezza che nel momento del bisogno i freni funzioneranno bene.

Perché da oggi non facciamo come Daniele, che perseverò fino alla fine ricevendo ciò che chiedeva?

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