Quello che Dio conta e quello che non conta più

Infatti, che dice la Scrittura? «Or Abrahamo credette a Dio e ciò gli fu imputato a giustizia». (Romani 4:3)

Giustificati dunque per fede, abbiamo pace presso Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, per mezzo del quale abbiamo anche avuto, mediante la fede, l’accesso a questa grazia nella quale stiamo saldi e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio. (Romani 5:1-2)

Volendo mostrare ad Abramo le benedizioni che gli avrebbe dato, Dio gli disse:

Poi lo condusse fuori e gli disse: «Mira il cielo e conta le stelle, se le puoi contare», quindi aggiunse: «Così sarà la tua discendenza». (Genesi 15:5)

Quello che Abramo non poteva fare, Dio lo fa: “conta le stelle”, la sua potenza ed intelligenza sono senza limiti.

Conta il numero delle stelle e le chiama tutte per nome. Grande è il nostro Signore, immensa è la sua potenza e infinita la sua intelligenza. (Salmi 147:4-5)

Con una sapienza infinita, Dio “conta e guida le nubi”, che oscurano i nostri giorni.

Chi conta le nubi per mezzo della sapienza, e chi versa gli otri del cielo quando la polvere si fonde in una massa e le zolle si attaccano insieme? (Giobbe 38:37-38)

Esse vagano ovunque nel cielo, cambiando direzione in base alla sua guida, per compiere qualunque cosa egli manda loro sulla faccia della terra abitata. (Giobbe 37:12)

Dio “conta tutti i passi della nostra vita”. La nostra fiducia in lui deve bandire ogni preoccupazione, perché perfino i capelli del nostro capo sono tutti contati.

Tu hai contato i passi del mio vagare; riponi le mie lacrime nel tuo otre; non le hai registrate nel tuo libro? (Salmi 56:8)

Anzi, persino i capelli del vostro capo sono tutti contati; non temete dunque, voi valete più di molti passeri. (Luca 12:7)

Ma c’è qualcosa che Dio non conta più: i peccati di chi glieli confessa e può dire come Davide:

Davanti a te ho riconosciuto il mio peccato, non ho coperto la mia iniquità. Ho detto: «Confesserò le mie trasgressioni all’Eterno», e tu hai perdonato l’iniquità del mio peccato. (Salmi 32:5)

Beato l’uomo a cui l’Eterno non imputa l’iniquità, e nel cui spirito non c’è inganno. (Salmi 32:2)

Per il credente, i suoi peccati sono stati messi in conto a Cristo, sulla croce, sotto il giudizio di Dio. Cristo ha subito il castigo che i nostri peccati meritavano. Ne ha portato la pena.

Ho cancellato le tue trasgressioni come una densa nube, e i tuoi peccati come una nuvola; torna a me, perché io ti ho redento. (Isaia 44:22)

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