Riscattati a caro prezzo

Quindici secoli avanti Cristo, Dio doveva far cadere un castigo sull’Egitto: in una notte, tutti i primogeniti dovevano morire. Ma Dio, nella sua grazia, offriva un mezzo di salvezza al popolo d’Israele che viveva in schiavitù: bastava sacrificare un agnello e aspergere con il suo sangue gli stipiti e l’architrave della porta delle loro abitazioni.

E il sangue sarà un segno per voi sulle case dove siete; quando io vedrò il sangue passerò oltre e non vi sarà piaga su di voi per distruggervi, quando colpirò il paese d’Egitto. (Esodo 12:13)

Perché quello strano metodo di protezione? Perché quel sangue simboleggiava quello che Cristo avrebbe versato alla croce del Golgota.

Più tardi, gli Israeliti contestarono e Dio mandò dei serpenti. Tutti coloro che erano morsi morivano. Ma, nella sua grazia sovrana, Dio domandò a Mosè di porre un serpente di rame su un’asta e dichiarò:

L’Eterno disse quindi a Mosè: «Fa’ un serpente ardente e mettilo sopra un’asta; e avverrà che chiunque sarà morso e lo guarderà, vivrà». (Numeri 21:8).

E così avvenne. Era questione di fede nella Parola di Dio.

Questa immagine commovente ci è spiegata da Gesù stesso.

E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. (Giovanni 3:14-15)

Bisogna riconoscere che noi meritiamo la morte e credere che il sacrificio di Cristo ha pienamente risposto alle esigenze divine.

Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio, non per opere, perché nessuno si glori. (Efesini 2:8-9)

Ma non dimentichiamo che, anche se a noi non costa nulla, questa salvezza è costata infinitamente cara a Colui che ci ha salvati: Egli ha pagato con la sua vita.

Infatti siete stati comprati a caro prezzo, glorificate dunque Dio nel vostro corpo e nel vostro spirito, che appartengono a Dio. (1 Corinzi 6:20)

Voi siete stati riscattati a caro prezzo; non diventate schiavi degli uomini. (1 Corinzi 7:23)

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