Santità e sanità

Così egli gridò all’Eterno; e l’Eterno gli mostrò un legno; egli lo gettò nelle acque, e le acque divennero dolci. Là l’Eterno diede al popolo una legge e un decreto e lo mise alla prova, e disse: «Se tu ascolti attentamente la voce dell’Eterno, il tuo DIO, e fai ciò che è giusto ai suoi occhi e porgi orecchio ai suoi comandamenti e osservi tutte le sue leggi, io non ti manderò addosso alcuna delle malattie che ho mandato addosso agli Egiziani, perché io sono l’Eterno che ti guarisco». (Esodo 15:25-26)

La lebbra fu tra i maggiori flagelli del Medioevo; nessuno, al tempo, conosceva l’esistenza di microrganismi come virus e batteri. I medici attribuivano i sintomi della malattia a cause quali l’ingestione di cibi piccanti o il consumo di carni contaminate e tutti i rimedi si rivelavano inadatti a debellare l’epidemia.

Già migliaia di anni prima Dio aveva parlato a Mosè, istruendolo nel caso la lebbra fosse scoppiata in mezzo al popolo. Era ordinata una condotta sanitaria che risulta ancora valida nel prevenire malattie infettive d’ogni tipo. La “salute bibblica” includeva l’ambiente in cui l’uomo viveva, come nei casi di muffa nelle case.

Essa non si limitava a vietare atti innaturali, tra quelli alimentari o sessuali, ma ogni comportamento giudicato immorale secondo la santità di Dio. Così, mentre i pagani praticavano la prostituzione nei templi e ingerivano il sangue dei sacrifici, in Israele la prescrizione della fedeltà congiugale, della monogamia e il divieto di mangiare sangue azzeravano i rischi di contrarre malattie fisiche.

Ascoltiamo i salutari comandi divini, non soltanto per il nostro benessere fisico ma, soprattutto, per il bne dell’anima nostra!

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