In verità, in verità io vi dico: Chi non entra per la porta nell’ovile delle pecore, ma vi sale da un’altra parte, quello è un ladro e un brigante; ma chi entra per la porta è il pastore delle pecore. A lui apre il portinaio; le pecore ascoltano la sua voce, ed egli chiama le sue pecore per nome e le conduce fuori. E, quando ha fatto uscire le sue pecore, va davanti a loro; e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. (Giovanni 10:1-3-4)
La nostra civiltà governata dall’informatica tende a fare di noi degli individui anonimi. Il nostro nome, su ogni documento, sulle bollette che riceviamo, sulle comunicazioni bancarie, è sempre accompagnato da una serie di cifre che ci identificano in qualità di assicurati, di abbonati, di titolari di un contro bancario, di clienti, di contribuenti …
Chissà che fra poco il numero di codice fiscale, attribuito fin dalla nascita, non sostituisce per tutta la vita il nostro nome!
Comunque sia, c’è una sfera nella quale non si potrà introdurre questa semplificazione moderna: è quella della famiglia. Chi impedirà ad una giovane coppia di genitori di pronunciare con tenerezza il nome che hanno scelto per il loro bambino?
Per coloro che ci amano avremo sempre non un numero, ma un nome. E chi ci ama più di Dio? Per Lui non siamo dei numeri, delle creature anonime. Ognuno di noi è veramente quello che è, ben conosciuto da Dio in ogni minimo dettaglio, al quale Egli ha pensato prima che nascessimo e al quale non cessa di interessarsi.
Le mie ossa non ti erano nascoste quando fui formato in segreto e intessuto nelle profondità della terra. I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo, e nel tuo libro erano già scritti tutti i giorni che erano stati fissati per me, anche se nessuno di essi esisteva ancora. (Salmi 139:15-16)
In che modo rispondi a questo interesse che Dio ha per te? Che significato ha per te il nome di Gesù Cristo?
Ma ora così dice l’Eterno, che ti ha creato, o Giacobbe, che ti ha formato, o Israele: «Non temere, perché io ti ho redento, ti ho chiamato per nome; tu mi appartieni. (Isaia 43:1)



