E non vi conformate a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual sia la buona, accettevole e perfetta volontà di Dio. (Romani 12:2)
Dio ci chiederà conto dell’uso dei doni che egli ci ha fatto: la nostra vita, il nostro denaro, il nostro tempo, la nostra intelligenza…
E, mentre essi ascoltavano queste cose, Gesù proseguì a raccontare una parabola, perché era vicino a Gerusalemme, ed essi pensavano che il regno di Dio dovesse manifestarsi subito. Disse dunque: «Un uomo nobile andò in un paese lontano, per ricevere l’investitura di un regno e poi tornare.
E, chiamati a sé dieci suoi servi, diede loro dieci mine e disse loro: “Trafficate fino al mio ritorno”. Ma i suoi cittadini lo odiavano e gli mandarono dietro un’ambasciata, dicendo: “Non vogliamo che costui regni su di noi”.
Ora, quando fu di ritorno, dopo aver ricevuto l’investitura del regno, fece chiamare quei servi ai quali aveva dato il denaro per sapere quanto ciascuno avesse guadagnato trafficando. Allora si fece avanti il primo e disse: “Signore, la tua mina ha fruttato altre dieci mine”; ed egli disse: “Bene, servo buono, poiché sei stato fedele in cosa minima, ricevi il governo su dieci città”.
Venne poi il secondo, dicendo: “Signore, la tua mina ha fruttato altre cinque mine”; ed egli disse anche a costui: “Tu pure sii capo di cinque città”. Venne poi un altro, che disse: “Signore, ecco la tua mina che ho tenuta riposta in un fazzoletto, perché ho avuto paura di te, che sei un uomo severo; tu prendi ciò che non hai depositato e mieti ciò che non hai seminato”. E il suo signore gli disse: “Ti giudicherò dalle tue stesse parole, malvagio servo; tu sapevi che sono un uomo duro, che prendo ciò che non ho depositato e mieto ciò che non ho seminato; perché non hai depositato il mio denaro in banca; così, al mio ritorno, lo avrei riscosso con l’interesse?”.
Disse poi ai presenti: “Toglietegli la mina e datela a colui che ha dieci mine”. Ed essi gli dissero: “Signore, egli ha dieci mine”. “Poiché io vi dico che a chi ha sarà dato; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. Inoltre, conducete qui i miei nemici, che non hanno voluto che io regnassi su di loro e uccideteli alla mia presenza”». (Luca 19:11-27)
Chi ama il Signore Gesù non può fare a meno di cambiare il suo modo di vivere. Questo cambiamento si noterà principalmente in tre direzioni.
La rottura con il peccato che è costato così caro al nostro Signore. Commetteremo ancora ancora degli errori, ma sarà un fatto accidentale, e ritroveremo la nostra comunione con Dio dopo averli confessati con umiliazione, poiché desideriamo essere una lettera di Cristo.
Voi siete la nostra lettera, scritta nei nostri cuori, conosciuta e letta da tutti gli uomini, essendo manifesto che voi siete una lettera di Cristo, che è il risultato del nostro ministero scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente, e non su tavole di pietra, ma sulle tavole di un cuore di carne. (2 Corinzi 3:2-3)
La vita di fede quotidiana: sottoporremo i nostri progetti a Colui che dirige ormai la nostra vita, e così sarà prodotto in noi il frutto dello Spirito.
Ma il frutto dello Spirito è: amore, gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo. (Galati 5:22)
Il desiderio di propagare il messaggio della salvezza attorno a noi: avremo voglia di far partecipare gli altri alla buona notizia dell’Evangelo.
In tutto questo abbiamo bisogno, passo dopo passo, di domandare l’aiuto del Signore. Senza di lui, non siamo in grado di compiere un solo passo che sia veramente alla sua gloria.
Io sono la vite, voi siete i tralci; chi dimora in me e io in lui, porta molto frutto, poiché senza di me non potete far nulla. (Giovanni 15:5)



