Solidarietà

Or sappi questo: che negli ultimi giorni verranno tempi difficili, perché gli uomini saranno amanti di se stessi, avidi di denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, scellerati, senza affetto, implacabili, calunniatori, intemperanti, crudeli, senza amore per il bene, traditori, temerari, orgogliosi, amanti dei piaceri invece che amanti di Dio, aventi l’apparenza della pietà, ma avendone rinnegato la potenza; da costoro allontanati. (2 Timoteo 3:1-5)

Osservando l’evoluzione della nostra società, notiamo un progressivo aumento dell’individualismo. Il concetto di solidarietà e di interessi comuni vanno via via perdendosi. I grandi ideali che animavano le generazioni precedenti sono ormai scomparsi, lasciando spesso spazio all’egoismo e al motto “ognuno per sé”.

Certo, c’è ancora dell’impegno nelle cause umanitarie, ma in linea generale il sentimento di responsabilità collettiva si è affievolito, mentre l’interesse individuale prende sempre più piede.

La Bibbia denuncia l’individualismo, non come un fenomeno della nostra società contemporanea, ma in quanto frutto dell’egoismo del cuore umano.

In contrasto con questa tendenza all’egoismo, Gesù Cristo ha rivestito la nostra umanità facendosi uomo come noi, eccetto il peccato. Durante tutta la sua vita ha dato esempio di totale devozione, occupandosi di tutte le angosce degli uomini, amandoli e dando sollievo ai più sventurati.

Alla fine, lui che non aveva peccato si è caricato dei peccati che avevamo commesso noi, portandone il pese ed espiandoli sulla croce. Lì è rimasto solo sotto il giudizio divino, affinché tutti quelli che credono in lui siano perdonati e ottengano una nuova vita. Una vita che non sarà imperniata su loro stessi, ma aperta agli altri e attenta ai loro bisogni.

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