Solo e rifiutato

Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell’età presente. Amen». (Matteo 28:19-20)

Molte persone che accettano Gesù Cristo e aprono il cuore all’amore di Dio si sentono improvvisamente isolate. Questa situazione può diventare tragica, specialmente nei paesi dove vige un regime totalitario, sia sul piano politico che religioso.

Quando un caso del genere si presenta nell’ambito di una famiglia, è molto difficile rimanere fedeli. E’ necessaria tutta la forza spirituale che Dio solo può donare.

Pensiamo al caso di Giuseppe rifiutato dai fratelli, venduto come schiavo, poi gettato ingiustamente in una prigione. Egli non si è scoraggiato, e Dio lo ha aiutato in modo meraviglioso.

Allora il Faraone disse a Giuseppe: «Poiché DIO ti ha fatto conoscere tutto questo, non vi è alcuno che sia intelligente e savio come te. Tu sarai sopra la mia casa e tutto il mio popolo obbedirà ai tuoi ordini; per il trono soltanto io sarò più grande di te». Il Faraone disse a Giuseppe: «Vedi, io ti stabilisco su tutto il paese d’Egitto».

Poi il Faraone si tolse l’anello dalla propria mano e lo mise alla mano di Giuseppe; lo fece vestire di abiti di lino fino e gli mise al collo una collana d’oro. Lo fece quindi montare sul suo secondo carro, e davanti a lui si gridava: «In ginocchio!». Così il Faraone lo costituì su tutto il paese d’Egitto. Inoltre il Faraone disse a Giuseppe: «Il Faraone sono io ma, senza di te, nessuno alzerà la mano o il piede in tutto il paese d’Egitto». (Genesi 41:39-44)

Pensiamo all’apostolo Paolo che dice con dolore:

Nella mia prima difesa nessuno è stato al mio fianco, ma mi hanno tutti abbandonato; questo non venga loro imputato. Il Signore però mi è stato vicino e mi ha fortificato, affinché per mio mezzo la predicazione fosse portata a compimento e tutti i gentili l’udissero; ed io sono stato liberato dalle fauci del leone. (2 Timoteo 4:16-17)

Se si tratta di una coppia in cui solo un coniuge è convertito, la Parola di Dio incoraggio quest’ultimo a non lasciare l’altro, con la speranza che la testimonianza resa dalla sua condotta possa guadagnare all’Evangelo quello che non crede.

Ma agli altri dico io, non il Signore: se un fratello ha una moglie non credente, e questa acconsente di abitare con lui, non la mandi via. Anche la donna che ha un marito non credente, se questi acconsente di abitare con lei, non lo mandi via, perché il marito non credente è santificato nella moglie, e la moglie non credente è santificata nel marito, altrimenti i vostri figli sarebbero immondi; ora invece sono santi. (1 Corinzi 7:12-14)

Davide dice:

Anche se mio padre e mia madre mi avessero abbandonato, l’Eterno mi accoglierebbe. (Salmi 27:10)

Il Signore Gesù è stato rifiutato dal suo popolo e anche dalla sua famiglia.

Or i suoi concittadini l’odiavano e gli mandarono dietro degli ambasciatori per dire: “Non vogliamo che costui regni su di noi”. (Luca 19:14)

Neppure i suoi fratelli infatti credevano in lui. (Giovanni 7:5)

Le sofferenze del nostro Salvatore sono la garanzia che egli può simpatizzare con coloro che vengono isolati o rifiutati.

La notte seguente, il Signore si presentò a lui e disse: «Paolo, coraggio, perché come tu hai reso testimonianza di me in Gerusalemme, così bisogna che tu la renda anche a Roma». (Atti 23:11)

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