Tutti costoro sono morti nella fede, senza aver ricevuto le cose promesse ma, vedutele da lontano, essi ne furono persuasi e le accolsero con gioia, confessando di essere forestieri e pellegrini sulla terra. (Ebrei 11:13)
Chiamato da Dio a uscire dal suo paese per andare in Canaan, Abraamo ha dichiarato apertamente agli abitanti dei paesi vicini, che non faceva parte i loro.
Io sono straniero e avventizio fra voi; datemi la proprietà di un sepolcro fra voi, affinché possa seppellire il mio morto e togliermelo davanti agli occhi. (Genesi 23:4)
Come Abraamo, i credenti sono oggi degli stranieri in un mondo che ha crocifisso il Signore. La loro vera patria è nel cielo dove, grazie alla sua opera alla croce, Gesù Cristo ha assicurato loro un posto.
Ma in che modo si comporta uno straniero che ama la sua patria? Non passeranno certo inosservate la sua condotta, la sua mentalità, le sue abitudini. Parlerà del suo paese, desidererà farne conoscere le attrattive, ne difenderà gli interessi e avrà sempre il desiderio di ritornarvi.
Possiamo applicare tutto questo sul piano spirituale. Parlando dei suoi discepoli al Padre, Gesù diceva:
Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché non sono del mondo, come neppure io sono del mondo. (Giovanni 17:14)
Questa verità si rispecchia nella nostra vita? Ci impegniamo a non comportarci come gli altri, senza timore di essere disprezzati? Siamo dei fedeli ambasciatori di Cristo, sempre pronti a parlare del nostro Salvatore e a supplicare coloro che ci attorniano di essere riconciliati con Dio? Attendiamo con fervore il giorno in cui il Signore verrà a prenderci per farci entrare nella nostra patria celeste, la casa del Padre suo?
Diamo una risposta a questi interrogativi!
Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; e noi vi esortiamo per amore di Cristo: Siate riconciliati con Dio. (2 Corinzi 5:20)


