Il bambino, nel seno di sua madre, molto prima di nascere conduce già la sua piccola vita, si muove, ode e reagisce. Immaginiamo, inoltre, che fosse capace di riflettere e di porre delle domande. Ebbene! Se questo bambino domandasse:
“Ho una madre? E se ne ho una, posso vederla?”, si sarebbe obbligati a rispondergli: “Hai una madre, ma è impossibile mostrartela, perché è lei che ti porta”.
Siamo un po nella stessa situazione, in quanto siamo nel mondo, quando domandiamo: “Vi è un Dio? E se ce n’è uno, posso vederlo?”
Per quanto grande possiamo immaginare il mondo, il mondo non contiene Dio. E’ Dio che lo contiene, che lo porta come una madre porta il proprio bambino.
Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è ancora stato manifestato ciò che saremo; sappiamo però che quando egli sarà manifestato, saremo simili a lui, perché lo vedremo come egli è. (1 Giovanni 3:2)
Ma come la nascita pone un giorno il bambino in presenza di sua madre, così pure sarà una nascita attraverso la morte o al momento del rapimento dei credenti, che ci metterà un giorno in presenza di Dio. Il problema importante è sapere se lo incontreremo come un Padre o come un Giudice. E questo dipende da noi, dalla nostra accettazione o dal nostro rifiuto della grazia che Dio offre oggi.
Philippe Zeissig




