Allora io risposi e dissi loro: «Sarà il DIO stesso del cielo a darci buon successo. Noi, suoi servi, ci metteremo a costruire, ma per voi non ci sarà né parte né diritto né ricordo in Gerusalemme». (Neemia 2:20)
Neemia, dopo l’esilio, si mise all’opera, in condizioni difficili, fra le rovine della città e tra il rimanente di quello che era stato un grande popolo.
Egli amava l’opera di Dio e aveva fiducia nel Signore, perciò decise di lavorare per la restaurazione della città. Il popolo spinto dalla sua fermezza si dispose alla ricostruzione. Come tanti altri servitori di Dio, Neemia, è per noi un esempio di come gli impegni assunti possono essere portati a buon termine.
L’impegno, quando è un impegno di fede, non si poggia sulle nostre deboli risorse, ma su quelle ben più grandi del nostro Signore. Fu Lui che donò forza agli stanchi, debellò i nemici del popolo e mise su ogni pietra della riedificazione il proprio sigilli.
Ma anche Neemia, uomo di fede, collaborò credendo fermamente che Dio era in grado di risolvere tutti i problemi e permettere la ricostruzione della città.
E’ sempre così: Dio cerca uomini come Neemia, disposti volontariamente ad offrirsi per la ricostruzione della Nuovo Gerusalemme, Egli darà il Suo indispensabile aiuto e la Sua necessaria guida.




