Un percorso

Maggio 1969: a sedici anni, rimasta orfana, Jacqueline è obbligata a lasciare la sua famiglia. Ella è affidata a una credente che non conosce. Così assiste alle riunioni organizzate nella casa in cui vive e sente parlare di Gesù venuto sulla terra per salvarci, ma non comprende. Tuttavia la gioia di coloro che si trovano agli incontri la colpisce.

Novembre 1969: Jacqueline è malata. Miriam una giovane credente, le dimostra molto affetto. “Come fate ad essere tutti così felici? Cosa bisogna fare per essere salvati?” Domanda la malata.

“Credi nel Signore Gesù e sarai salvata”- risponde Miriam.

E’ la stessa risposta che l’apostolo Paolo diede a quella stessa domanda fatta da una guardia carceraria nella città di Filippi.

Jacqueline si siede sul letto ed esclama: “Sì Signore, io credo”. La pace le riempie il cuore e le asciuga le lacrime.

Poiché tu sei stato il mio aiuto, io canto di gioia all’ombra delle tue ali. (Salmo 63:7)

Per lei ha inizio una nuova vita. La Bibbia diventa il suo libro preferito.

Novembre 1999: spostata a un credente, ha tre figli, tutti ormai credenti. Ha potuto ritrovare sua nonna, anch’ella credente, che le ha detto: “Ho pregato tanto per te, e Dio mi ha risposto”.

Che i genitori credenti, ansiosi per l’avvenire eterno dei loro figli, non si stanchino di pregare giorno e notte per loro. Coraggio! Dio ascolta, Dio risponde.

Non ho gioia più grande di questa: di sentire che i miei figli camminano nella verità. (3 Giovanni 4)

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