Venite a me

Porgete l’orecchio e venite a me, ascoltate e la vostra anima vivrà; e io stabilirò con voi un patto eterno, secondo le grazie stabili promesse a Davide. (Isaia 55:3)

Quando si fa rilevare ai nostri simili il loro stato peccaminoso ed anche quello decadente, quasi come una confessione, essi rispondono: “Perché Dio non mi cambia? Se sono così, non è colpa mia!”

Questa affermazione sembra dire: “E’ colpa di Dio!”

Questo linguaggio, in apparenza di povera vittima e arrendevole, nascondo un proposito intrinseco ben nascosto. Gesù in un dialogo con i religiosi del tempo, leggendo nei loro cuori disse:

Voi investigate le Scritture, perché pensate di aver per mezzo di esse vita eterna; ed esse sono quelle che testimoniano di me. Ma voi non volete venire a me per avere la vita. (Giovanni 5:39-40)

Anzi quando lo vedevano fare dei miracoli di guarigione, dicevano: “Ha uno spirito immondo”, allora Gesù lanciò una condanna:

In verità vi dico che ai figli degli uomini sarà perdonato ogni peccato e qualunque bestemmia essi diranno; ma chiunque bestemmierà contro lo Spirito Santo, non ha perdono in eterno; ma è sottoposto a giudizio eterno». Asseriva questo perché dicevano: «Egli ha uno spirito immondo». (Marco 3:28-30) 

Gesù fa un invito a tutti e in ogni tempo:

Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno mi vuole seguire, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. (Matteo 16:24)

Non nascondiamoci dietro alle scuse che non possono reggere davanti a Dio.

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