Vita o morte?

Come tu hai mandato me nel mondo, così ho mandato loro nel mondo. (Giovanni 17:18)

“I due giocatori mostrarono le carte: uno aveva tris di re, l’altro tre assi e una coppia di regine. Vittoria schiacciante, peccato che la partita era tra un sacerdote e il diavolo in persona e, quest’ultimo, si guadagnò l’anima della persona morente. Quel giocatore ero io! Mio fratello era in fin di vita ed io, invece di essere accanto a lui, ero in una sala poker.

Avevo appena perso la partita, quando la persona di fronte a me mi porse un cellulare squillante, il mio, e dall’altro lato mio padre mi dava la tragica notizia della morte di mio fratello minore”. La chiesa che all’inizio era rimasta stordita dalla confessione, si ricredette sul racconto perché il pastore White era figlio unico, non aveva mai avuto fratelli.

Ma l’uomo continuò il racconto dicendo: “Non ho mai avuto un fratello carnale, ma ne ho tanti nella fede. Quello che vi ho raccontato è un sogno che Dio mi ha dato e che ricordo come fosse ora: ero giunto ad un punto della mia conversione in cui, nonostante fossi molto impegnato nella chiesa, la mia attitudine non era quella giusta.

Facevo le cose per gioco, per competizione, ma non per amore. Questo sogno mi fece comprendere che, mentre io giocavo a fare il cristiano, il diavolo conquistava anime dalle mie stesse mani. Piansi per tutta la notte, ma ricordo ancora la voce che, quando chiesi perdono, mi rispose: “Ti perdono, ma ora va e fai quello per cui ti ho chiamato: Strappa anime all’inferno!”.

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