Cosa ci possiamo aspettare

Quando diranno: «Pace e sicurezza», allora una rovina improvvisa verrà loro addosso, come le doglie alla donna incinta; e non scamperanno. (1 Tessalonicesi 5:3)

Il 19 Luglio 1992, il giudice Paolo Borsellino, in primo piano nella lotta contro la mafia, fu ucciso con le sue guardie del corpo. Quel feroce crimine è stato condannato da tutti con le parole più severe, ma l’unanime condanna non ha cancellato il senso di impotenza di fronte ai crimini contro le persone preposte a difendere la giustizia e la sicurezza.

Una tale impotenza davanti al male mostra quanto è fragile l’equilibrio della società: le cose possono rapidamente cambiare e scivolare verso forme estreme di violenza.

La Bibbia ci dice che questa instabilità spingerà una gran parte dell’umanità a sottomettersi, in un prossimo futuro, ad un potere politico-religioso direttamente legato a satana. Inizialmente si griderà “pace e sicurezza”, ma sarà una pace apparente, un’illusione di breve durata, basata su un’organizzazione da cui Dio è escluso.

Le leggi saranno imposte da un dittatore spietato e crudele che metterà a morire i suoi oppositori. Questo scenario è presentato nell’ultimo libro della Bibbia (Apocalisse 13). Però Dio non resterà indifferente e al momento giusto interverrà in giudizio.

Oggi, prima che questi tragici avvenimenti abbiano luogo, Dio ci invita a conoscere il Signore Gesù come Salvatore, e ci esorta tutti a metterci al riparo dal Suo giudizio accettando la salvezza che Egli offre. Chi crede al Signore Gesù riceve il perdono e la pace, la vera pace e farà parte della Chiesa di Cristo che sarà rapita e non affronterà il giudizio divino.

Chi crede nel Figlio ha vita eterna; chi invece rifiuta di credere al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui. (Giovanni 3:36)

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