Non è solo nel Nuovo Testamento che è parlato di Gesù Cristo. Tutte le Scritture parlano di Lui. E’ Gesù lo conferma.
Voi investigate le Scritture, perché pensate di aver per mezzo di esse vita eterna; ed esse sono quelle che testimoniano di me. (Giovanni 5:39)
O insensati e lenti di cuore a credere a tutte le cose che i profeti hanno dette! Non doveva il Cristo soffrire tutto ciò ed entrare nella sua gloria?» E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture le cose che lo riguardavano (Luca 24:25-27).
L’autore delle profezie è Dio che le ha rivelate agli uomini attraverso la Sua Parola. Gli uomini possono scegliere di credere o no, ma questo non li esime dalle loro responsabilità, arriva il momento nella vita di ognuno, in cui è chiamato a fare questa scelta.
La scelta che noi facciamo non è predestinata come molti credono, ma è preconosciuta da Dio. Egli conosce le nostre azioni, i nostri desideri, i nostri pensieri e le nostre scelte, quindi sa già in anticipo chi lo seguirà.
Poiché quelli che egli ha preconosciuti, li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del suo Figlio, affinché egli sia il primogenito fra molti fratelli. (Romani 8:29)
Gesù ha utilizzato l’Antico Testamento per parlare di se stesso e in seguito anche gli apostoli hanno fatto lo stesso. Gli apostoli e la comunità cristiana primitiva era composta in maggioranza di giudei, essi non avevano il Nuovo Testamento come noi oggi.
Egli infatti confutava con grande vigore i Giudei pubblicamente, dimostrando per mezzo delle Scritture che Gesù è il Cristo. (Atti 18:28)
Gia ad Abramo nel 1920 a.C. ca., Dio fece la promessa che attraverso la sua discendenza sarebbero state benedette tutte le nazioni della terra.
E tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua discendenza, perché tu hai ubbidito alla mia voce. (Genesi 22:18)
Anche ad Isacco nel 1900 a.C. ca. fece la stessa promessa.
Soggiorna in questo paese e io sarò con te e ti benedirò, perché io darò a te e alla tua discendenza tutti questi paesi, e manterrò il giuramento che feci ad Abrahamo tuo padre, e moltiplicherò la tua discendenza come le stelle del cielo; darò alla tua discendenza tutti questi paesi, e tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua discendenza, perché Abrahamo ubbidì alla mia voce e osservò i miei ordini, i miei comandamenti, i miei statuti e le mie leggi. (Genesi 26:3-5)
Nel 1760 a.C. ca. Dio fece la stessa promessa anche a Giacobbe.
Ed ecco l’Eterno stava in cima ad essa e gli disse: «Io sono l’Eterno, il DIO di Abrahamo tuo padre e il DIO di Isacco; la terra sulla quale tu sei coricato la darò a te e alla tua discendenza; e la tua discendenza sarà come la polvere della terra, e tu ti estenderai a ovest e a est, a nord e a sud; e tutte le famiglie della terra saranno benedette in te e nella tua discendenza. (Genesi 28:13-14)
E nel 1695 a. C. ca. Giacobbe ha profetizzato l’arrivo del Messia e anche da quale delle 12 tribù sarebbe nato e ha inoltre preannunciato il suo regno durante il quale i popoli gli saranno sottomessi.
Lo scettro non sarà rimosso da Giuda, né il bastone del comando di fra i suoi piedi, finché venga Sciloh; e a lui ubbidiranno i popoli. (Genesi 49:10)
Mosè aveva preannunciato l’arrivo di un profeta come lo era lui.
L’Eterno, il tuo DIO, susciterà per te un profeta come me, in mezzo a te, fra i tuoi fratelli; a lui darete ascolto, in base a tutto ciò che chiedesti all’Eterno, il tuo DIO, in Horeb, il giorno dell’assemblea, quando dicesti: “Che io non oda più la voce dell’Eterno, il mio DIO, e non veda più questo gran fuoco, perché non muoia”. E l’Eterno mi disse: “Ciò che hanno detto, va bene; io susciterò per loro un profeta come te di mezzo ai loro fratelli e porrò le mie parole nella sua bocca, ed egli dirà loro tutto ciò che io gli comanderò. E avverrà che se qualcuno non ascolterà le mie parole che egli dice in mio nome, io gliene domanderò conto. (Deuteronomio 18:15-19)
Che sarebbe nato dalla discendenza di Giuda lo troviamo scritto anche nelle Cronache 530 a.C. ca.:
Anche se Giuda prevalse sui suoi fratelli e da lui è disceso un capo, il diritto di primogenitura apparteneva a Giuseppe. (1 Cronache 5:2)
Il Signore fece anche sapere da quale famiglia di Giuda, sarebbe nato il Messia, attraverso il profeta Isaia nel VIII secolo a.C.
Poi un ramoscello uscirà dal tronco di Isai e un germoglio spunterà dalle sue radici. (Isaia 11:1)
A Davide nel X secolo a.C fu promesso che dalla sua discendenza sarebbe nato il Messia.
Ho giurato una volta per la mia santità e non mentirò a Davide; la sua progenie durerà in eterno e il suo trono sarà come il sole davanti a me, sarà stabile per sempre come la luna, e il testimone nel cielo è fedele. (Salmo 89:35-37)
L’Eterno ha giurato a Davide in verità e non cambierà: «Io metterò sul tuo trono un frutto delle tue viscere. Se i tuoi figli osserveranno il mio patto e i miei precetti, che insegnerò loro, anche i loro figli sederanno per sempre sul tuo trono». (Salmo 132:11-12)
Profezia che fu confermata dal profeta Geremia nel 600 a.C., e riconfermata dal profeta Zaccaria nel 520 a.C.
Ecco, i giorni vengono», dice l’Eterno, «nei quali susciterò a Davide un germoglio giusto, che regnerà da re, prospererà, ed eserciterà il giudizio e la giustizia nel paese. (Geremia 23:5)
Quindi parla a lui, dicendo: Così dice l’Eterno degli eserciti: Ecco, l’uomo, il cui nome è il Germoglio, germoglierà nel suo luogo e costruirà il tempio dell’Eterno. (Zaccaria 6:12)
Il Signore ha preannunciato anche il luogo della Sua nascita nel VIII secolo a.C., attraverso il profeta Michea.
Ma tu, o Betlemme Efratah, anche se sei piccola fra le migliaia di Giuda, da te uscirà per me colui che sarà dominatore in Israele, le cui origini sono dai tempi antichi, dai giorni eterni». (Michea 5:2)
Le Sacre Scritture ci dicono il momento esatto della Sua nascita. In Daniele capitolo 9, la profezia delle settanta settimane, risalente al VI secolo a.C. indica con precisione il momento della Sua nascita.
Le profezie ci dicono che il Messia sarebbe nato da una vergine.
Perciò il Signore stesso vi darà un segno: Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio e gli porrà nome Emmanuele. (Isaia 7:14)
Il Messia è Dio fatto carne.
Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato. Sulle sue spalle riposerà l’impero, e sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace. Non ci sarà fine all’incremento del suo impero e pace sul trono di Davide e sul suo regno, per stabilirlo fermamente e rafforzarlo mediante il giudizio e la giustizia, ora e sempre. Questo farà lo zelo dell’Eterno degli eserciti. (Isaia 9:5-6)
La venuta di Giovanni Battista, colui che ha preannunciato l’arrivo imminente del Messia, è stata profetizzata dal profeta Isaia nel VII a.C. e dal profeta Malachia nel V secolo a.C.
La voce di uno che grida nel deserto: «Preparate la via dell’Eterno, raddrizzate nel deserto una strada per il nostro DIO. (Isaia 40:3)
«Ecco, io mando il mio messaggero a preparare la via davanti a me. E subito il Signore, che voi cercate, entrerà nel suo tempio, l’angelo del patto in cui prendete piacere, ecco, verrà», dice l’Eterno degli eserciti. (Malachia 3:1)
Sempre il profeta Isaia ha profetizzato che il Messia avrebbe iniziato la Sua missione in Capernaum, città sul mare di Galilea.
Ma le tenebre non dureranno sempre su colei che ora è nell’angoscia. Come nei tempi passati egli ha coperto di obbrobrio il paese di Zabulon e il paese di Neftali, così in avvenire coprirà di gloria la terra vicina al mare, oltre il Giordano, la Galilea dei gentili. (Isaia 8:23)
Nel Antico Testamento troviamo anche i miracoli che il Messia avrebbe compiuto durante la Sua missione sulla terra.
Poiché egli libererà il bisognoso che grida, e il misero che non ha chi lo aiuti. Egli avrà compassione del debole e del bisognoso e salverà la vita dei bisognosi. (Salmo 72-12-13)
I traviati di spirito giungeranno ad avere intendimento e i mormoratori, impareranno la sana dottrina». (Isaia 29:24)
Dite a quelli che hanno il cuore smarrito: «Siate forti, non temete!». Ecco il vostro DIO verrà con la vendetta e la retribuzione di DIO; verrà egli stesso a salvarvi. Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e saranno sturate le orecchie dei sordi; allora lo zoppo salterà come un cervo e la lingua del muto griderà di gioia, perché sgorgheranno acque nel deserto e torrenti nella solitudine. (Isaia 35:4-6)
Il Signore ci preannuncia anche che avrebbe parlato in parabole:
Presta attenzione, o popolo mio, alla mia legge; porgi orecchio alle parole della mia bocca. Aprirò la mia bocca per proferire parabole, ed esporrò i misteri dei tempi antichi. (Salmo 78:1-2)
Il giorno del Suo ingresso a Gerusalemme, nel quale Gesù fu festeggiato dal popolo come re e Messia la troviamo nella stessa profezia delle settanta settimane e anche la distruzione di Gerusalemme per opera dei Romani nel 70 d. C.
L’umiltà di Gesù e il Suo ingresso a Gerusalemme su un asina l’ha profetizzato il profeta Zaccaria nel VI secolo a.C.
Esulta grandemente, o figlia di Sion, manda grida di gioia, o figlia di Gerusalemme! Ecco, il tuo re viene a te; egli è giusto e porta salvezza, umile e montato sopra un asino, sopra un puledro d’asina. (Zaccaria 9:9)
Le lodi uscite dalla bocca dei bambini il giorno del Suo ingresso a Gerusalemme.
Quanto è magnifico il tuo nome su tutta la terra, o Eterno, Signor nostro, che hai posto la tua maestà al di sopra dei cieli! Dalla bocca dei bambini e dei lattanti tu hai stabilito la lode a motivo dei tuoi nemici, per far tacere il nemico e il vendicatore. (Salmo 8:1-2)
Il Messia sarebbe stato respinto e odiato dal Suo popolo e da tutti gli uomini anche questo fu profetizzato.
Così dice l’Eterno, il Redentore d’Israele, il suo Santo, a colui che è disprezzato dagli uomini, al detestato dalla nazione, al servo dei potenti: «I re vedranno e si leveranno, i principi si prostreranno, a causa dell’Eterno che è fedele, il Santo d’Israele, che ti ha scelto». (Isaia 49:7)
Egli è venuto su davanti a lui come un ramoscello, come una radice da un arido suolo. Non aveva figura né bellezza da attirare i nostri sguardi, né apparenza da farcelo desiderare. Disprezzato e rigettato dagli uomini, uomo dei dolori, conoscitore della sofferenza, simile a uno davanti al quale ci si nasconde la faccia, era disprezzato, e noi non ne facemmo stima alcuna. (Isaia 53:2-3)
Il tradimento di Giuda per trenta sicli d’argento, che poi gettò nel tempio.
Allora dissi loro: «Se vi pare giusto, datemi il mio salario; se no, lasciate stare». Così essi pesarono il mio salario: trenta sicli d’argento. Ma l’Eterno mi disse: «Gettalo per il vasaio, il magnifico prezzo con cui sono stato da loro valutato». Allora presi i trenta sicli d’argento e li gettai nella casa dell’Eterno per il vasaio. (Zaccaria 11:12-13)
Anche la condanna, i maltrattamenti e la crocifissione di Gesù sono state profetizzate. Isaia 53 e il Salmo 22, profetizzano nel dettaglio la passione di Cristo.
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Perché sei così lontano e non vieni a liberarmi, dando ascolto alle parole del mio gemito? O DIO mio, io grido di giorno, ma tu non rispondi, e anche di notte non sto in silenzio.
Eppure tu sei il Santo, che dimori nelle lodi d’Israele. I nostri padri hanno confidato in te; hanno confidato in te e tu li hai liberati. Gridarono a te e furono liberati; confidarono in te e non furono delusi. Ma io sono un verme e non un uomo; il vituperio degli uomini e disprezzato dal popolo.
Tutti quelli che mi vedono si fanno beffe di me, allungano il labbro e scuotono il capo, dicendo: «Egli si è affidato all’Eterno; lo liberi dunque, lo soccorra, poiché lo gradisce». Certo, tu sei colui che mi hai tratto fuori dal grembo materno; mi hai fatto avere fiducia in te da quando riposavo sulle mammelle di mia madre. Io fui abbandonato a te fin dalla mia nascita; tu sei il mio Dio fin dal grembo di mia madre.
Non allontanarti da me, perché l’angoscia è vicina, e non c’è nessuno che mi aiuti. Grandi tori mi hanno circondato, potenti tori di Bashan mi hanno attorniato; essi aprono la loro gola contro di me, come un leone rapace e ruggente. Sono versato come acqua, e tutte le mie ossa sono slogate; il mio cuore è come cera che si scioglie in mezzo alle mie viscere.
Il mio vigore si è inaridito come un coccio d’argilla e la mia lingua è attaccata al mio palato; tu mi hai posto nella polvere della morte. Poiché cani mi hanno circondato; uno stuolo di malfattori mi ha attorniato; mi hanno forato le mani e i piedi. Io posso contare tutte le mie ossa; essi mi guardano e mi osservano. Spartiscono fra loro le mie vesti e tirano a sorte la mia tunica.
Ma tu, o Eterno, non allontanarti; tu che sei la mia forza, affrettati a soccorrermi. Libera la mia vita dalla spada, l’unica mia vita dalla zampa del cane. Salvami dalla gola del leone e dalle corna dei bufali. Tu mi hai risposto. Io annunzierò il tuo nome ai miei fratelli; ti loderò in mezzo all’assemblea.
O voi che temete l’Eterno, lodatelo; e voi tutti, discendenti di Giacobbe glorificatelo; e voi tutti, o stirpe d’Israele, temetelo. Perché egli non ha disprezzato né sdegnato l’afflizione dell’afflitto, e non gli ha nascosto la sua faccia; ma quando ha gridato a lui, lo ha esaudito. Il motivo della mia lode nella grande assemblea sei tu; io adempirò i miei voti in presenza di quelli che ti temono.
I bisognosi mangeranno e saranno saziati; quelli che cercano l’Eterno lo loderanno; il vostro cuore vivrà in eterno. Tutte le estremità della terra si ricorderanno dell’Eterno e si convertiranno a lui, e tutte le famiglie delle nazioni adoreranno davanti a te. Poiché all’Eterno appartiene il regno, ed egli signoreggia sulle nazioni.
Tutti i ricchi della terra mangeranno e adoreranno; tutti quelli che scendono nella polvere e che non possono mantenersi in vita s’inchineranno davanti a lui. Una posterità lo servirà, si parlerà del Signore alla futura generazione. Essi verranno e proclameranno la sua giustizia a un popolo che deve ancora nascere, e che egli stesso ha fatto. (Salmo 22)
L’aceto che gli venne dato da bere.
L’oltraggio mi ha rotto il cuore e sono tutto dolente; ho aspettato chi mi confortasse, ma invano; ho atteso chi mi consolasse, ma non ci fu alcuno. Mi hanno invece dato fiele per cibo, e per dissetarmi mi hanno dato da bere dell’aceto. (Salmo 69:20-21)
La dispersione dei discepoli dopo il Suo arresto.
Dèstati, o spada, contro il mio pastore e contro l’uomo che è mio compagno», dice l’Eterno degli eserciti. «Colpisci il pastore e siano disperse le pecore; poi volgerò la mia mano contro i piccoli. (Zaccaria 13:7)
Il Suo corpo che non avrebbe subito la decomposizione, fu profetizzato da Davide nel X secolo a.C.
Perciò il mio cuore si rallegra, e la mia anima esulta per la gloria della mia eredità; anche la mia carne dimorerà fiduciosa e al sicuro, perché tu non lascerai l’anima mia nello Sceol e non permetterai che il tuo Santo veda la corruzione. (Salmo 16:9-10)
Davide ha profetizzato anche la Sua ascensione in cielo.
O porte, alzate i vostri capi; e voi, porte eterne, alzatevi, e il Re di gloria entrerà. Chi è questo Re di gloria? È l’Eterno forte e potente, l’Eterno potente in battaglia. O porte, alzate i vostri capi; alzatevi, o porte eterne, e il Re di gloria entrerà. Chi è questo Re di gloria? È l’Eterno degli eserciti; egli è il Re di gloria. (Salmo 24:7-10)
Tu sei salito in alto, hai fatto prigioniera la prigionia, hai ricevuto doni fra gli uomini anche fra i ribelli, affinché tu, o Eterno DIO, possa dimorare là. (Salmo 68:18)
Il profeta Zaccaria nel IV secolo a.C. profetizzò che sarebbe diventato il nostro Sacerdote in cielo.
Quindi parla a lui, dicendo: Così dice l’Eterno degli eserciti: Ecco, l’uomo, il cui nome è il Germoglio, germoglierà nel suo luogo e costruirà il tempio dell’Eterno. Sì, egli costruirà il tempio dell’Eterno, si ammanterà di gloria e si siederà e regnerà sul suo trono, sarà sacerdote sul suo trono, e tra i due ci sarà un consiglio di pace. (Zaccaria 6:12-13)
Queste sono solo una piccola parte delle profezie contenute nell’Antico Testamento che si sono compiute alla lettera, parlano della nascita, la vita, la missione, la morte, la risurrezione e l’ascensione di Gesù. Ce ne sono più di 300.
Perché mai non dovrebbero compiersi anche quelle che annunciano il Suo ritorno?
E quando sarò andato e vi avrò preparato il posto, ritornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io siate anche voi. (Giovanni 14:3)
Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche quelli che tu mi hai dati, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai data; poiché mi hai amato prima della fondazione del mondo. (Giovanni 17:24)
E tutte le genti saranno riunite davanti a lui ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri; e metterà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli della sua destra: “Venite, voi, i benedetti del Padre mio; ereditate il regno che v’è stato preparato fin dalla fondazione del mondo. (Matteo 25:32-34)
Uomini di Galilea, perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù, che vi è stato tolto, ed è stato elevato in cielo, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo. (Atti 1:11)
Se siamo figli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo, se veramente soffriamo con lui, per essere anche glorificati con lui. (Romani 8:17)
…perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre con il Signore. (1 Tessalonicesi 4:16-17)
Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è stato ancora manifestato ciò che saremo. Sappiamo che quand’egli sarà manifestato saremo simili a lui, perché lo vedremo com’egli è. (1 Giovanni 3:2)
Chi vince lo farò sedere presso di me sul mio trono, come anch’io ho vinto e mi sono seduto con il Padre mio sul suo trono. (Apocalisse 3:21)
Non ci sarà più nulla di maledetto. Nella città vi sarà il trono di Dio e dell’Agnello; i suoi servi lo serviranno, vedranno la sua faccia e porteranno il suo nome scritto sulla fronte. Non ci sarà più notte; non avranno bisogno di luce di lampada, né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli. (Apocalisse 22:3-5)




